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Il fallimento del marketing nel settore immobiliare.

Davvero esiste solo una soluzione? Il marketing immobiliare, per come è stato venduto e interpretato, ha deluso migliaia di agenzie.

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Il punto non è smettere di fare marketing. Il punto è smettere di chiedere agli agenti immobiliari di diventare ciò che non sono.

L’era del marketing nel settore immobiliare è durata 4 anni, dal Covid-19 al 2024.

Parlo del grande movimento di agenzie che si è buttata sul digitale perché motivata dall’emergenza.

È evidente che qualcuno avesse iniziato prima e che altri continueranno anche domani.

Ma tutti quelli spinti dalla pandemia, oggi sono agenti disillusi che non sanno più in cosa credere.

Hanno sperato molteplici volte di aver trovato il Sacro Graal del fatturato, quella formula magica che attraesse notizie e le fidelizzasse al posto loro.

Oggi, a distanza di 3 anni, le hanno provate tutte: 2/3 marketer, 3/4 corsi e niente ha funzionato.

La domanda scomoda

Ma se il marketing immobiliare ha fallito, di chi è la colpa?

Fare marketing produce sempre risultati. Il marketing ha fallito nella sua relazione con gli agenti immobiliari.

Partiamo dalla seconda domanda: se un’agenzia fa marketing non ottiene risultati?

Fare marketing produce sempre risultati come in qualunque settore, il marketing ha fallito nella sua relazione con gli agenti immobiliari.

Come in quei progetti di coppia nei quale i difetti di uno sono evidenti, ma si parte comunque appassionati.

Ottimisti, si crede di cambiare l’altro, smussare i difetti e aiutarlo ad essere la versione migliore di se stessi.

Il marketing in questi 3 anni ha provato a cambiare migliaia di agenti senza mai riuscirci.

Il fallimento non ha fatto distinzioni, giovani e vecchi.

I vintage della categoria hanno sempre guardato al marketing come se fosse un prodotto acquistabile, cercando il prezzo più economico.

I più giovani, cloni dei loro precedenti titolari, sono costretti ad indossare una maschera di sicurezza, vivono lo stereotipo dell’imprenditore ma senza vision e competenza.

Gli unici che si salvano sono gli appassionati, quelli che hanno iniziato il marketing prima che usare i social fosse una moda, e che fanno attività senza essere pregati da qualcuno.

Quel movimento di agenti immobiliari digitali che inventano, applicano e se abbastanza ambiziosi, fanno una delle 2 cose: creare un loro gruppo di agenzie immobiliari oppure lasciare il settore perché stanchi di appartenere ad una categoria che sembra cambiare ma non lo fa mai.

Il problema non è il marketing. È il tipo di cambiamento richiesto all’agente.

Se una strategia funziona solo quando l’agente diventa creator, comunicatore, copywriter e manager digitale, per la maggior parte delle agenzie è già morta.

Le tre responsabilità: contesto, agente e offerta.

Fatta questa lunga introduzione ci sono ancora 3 aspetti che mancano per completare lo scenario.

Di chi è la colpa? Che senso hanno ancora i consulenti di marketing? Che soluzione esiste?

Proseguiamo per ordine e parliamo delle 3 responsabilità: il contesto, l’agente immobiliare e l’offerta sul mercato.

Il contesto socio-economico nel quale il marketing è diventato popolare è stato molto particolare.

Nessuno sapeva cosa sarebbe successo con il Covid-19, ci si aspettava solo grande crisi e mercati bloccati.

Al contrario, l’immobiliare ha visto uno dei momenti più incredibili di sempre: compravendite a prezzi folli, con molteplici offerte e tempi di vendita ridotti alla settimana.

Tutti sono diventati improvvisamente campioni, i risultati sono arrivati anche senza fare nulla.

Nessuno ha avuto necessità di mettersi in discussione e la grande quantità di lavoro ha fagocitato tutto, così il tempo da dedicare al marketing è stato meno di zero.

Tutti hanno pensato: pago 1000 euro per delle sponsorizzazioni, i risultati sono dovuti.

Complice di questo sbaglio è stata l’offerta sul mercato.

Centinaia di giovanotti hanno iniziato a promuovere l’acquisizione di incarichi con il seguente schema:

Fase
Promessa venduta
Effetto reale
Dolore
Parlare dei problemi di acquisizione.
L’agente si riconosce nella frustrazione.
Agitazione
Paragoni subdoli con i competitor.
Sale la paura di restare indietro.
Desiderio
Prospettiva piena di incarichi garantiti.
Si alimenta l’illusione della scorciatoia.
Meccanismo
Nome nuovo, metodo unico del momento.
Viene venduto un cambiamento che pochi applicheranno davvero.

Personalmente ho sperato con tutto me stesso che queste ridicole tecniche di copywriting non funzionassero, invece hanno incontrato in pieno il tratto caratteriale più debole degli agenti immobiliari.

La voglia di restare fermi sulle proprie posizioni, di aumentare i fatturati con scorciatoie, senza dover cambiare nessuna abitudine.

In questa triplice alleanza ha avuto inizio la grande e fallimentare bolla del marketing immobiliare.

Che faranno ora i consulenti marketing?

Oggi che la bolla è scoppiata e stiamo assistendo al tramonto di quest’ultima, è lecito chiedersi cosa faranno ora i consulenti marketing.

Partiamo da quelli seri.

C’è chi ha già abbandonato la causa; educare, cambiare la categoria ha portato a troppe frustrazioni.

Conosco diversi colleghi delusi che hanno cambiato settore già da inizio 2023.

Poi ci sono i romantici, quei consulenti più affermati che sentono la responsabilità di provarci ancora, che trovano la motivazione in piccole soddisfazioni.

Onestamente non so dirvi quanto resisteranno.

In ultimo ci sono gli innovativi del settore, quelli che conoscono profondamente la professione e i professionisti.

Coloro che inventano nuove soluzioni, più mature, adatte a rispondere ai problemi che la categoria ha recentemente palesato.

Adesso ridiamo insieme dei fuffaroli.

Loro non si accorgeranno del cambiamento, non avendo mai avuto una proposta di valore.

Vedranno solo un calo delle vendite, così aumenteranno le promesse e abbasseranno ancora i prezzi, fino a quando non resterà più nessuno da deludere.

La soluzione: riavvolgere il nastro, ma con la tecnologia.

È triste lo so, il marketing sembrava la soluzione, la strada da intraprendere, invece si è rivelata fallimentare.

Che speranze restano per il futuro?

Se te lo dico non ci crederai o forse sì, perché sei tra quelli che hanno già cambiato rotta, ritrovando i risultati smarriti.

La soluzione conclamata, comprovata è stata riavvolgere il nastro e ritornare a lavorare alla “vecchia maniera”.

Chi ha eliminato il focus sul brand e branding, ha smesso con contenuti YouTube e dintorni, ha abbandonato corsi, funnel e lead magnet, oggi ha ritrovato se stesso.

Questo perché essere un mediocre comunicatore, un brand incompiuto che resta solo un’intenzione, avere poco budget, assorbe solo energie e non produce i risultati sperati.

Al contrario portare l’esperienza di chi ha conosciuto il marketing, l’autostima cresciuta nella sperimentazione digitale conferisce tutto un altro sapore alle ritrovate attività:

Chiamate, email, zona, gestione della notizia, gestione acquirenti, uso del gestionale, cruscotti e promemoria.

Sono tutte azioni imprenditorialmente “meno nobili” dalle quali non puoi staccarti.

Posso immaginare cosa stai pensando: “davvero è questa la conclusione della storia immobiliare con il marketing, davvero siamo una categoria senza speranza?”

Con il marketing tradizionale sì.

Ma esiste un marketing che sta arrivando che è pronto a sostituirsi e farsi carico del fallimento del passato.

È il marketing della tecnologia a sostituirsi a quello della strategia.

Quello che non richiede cambiamento ma si adatta alla tua personalità, fatto di strumenti che aumentano la produttività.

Quel marketing che ti lascia libero di essere te stesso, senza dover diventare obbligatoriamente un personaggio del web, che con costanza e coerenza, comunica senza sosta.

Al contrario, inserire la tecnologia nei processi, nelle automazioni, nelle comunicazioni ti permetterà di sfruttare il progresso senza subirlo.

Per concludere, se non sei riuscito a costruire un brand con l’utilizzo del digitale, utilizza quest’ultimo tecnicamente, per industrializzare le strategie del passato e potenziarle.

Sono in aumento la presenza di software, applicazioni e piattaforme per il marketing immobiliare.

Non promettiamo incarichi. Costruiamo il sistema per ottenerli.

Scopri se la tua agenzia sta usando valutazioni, portali, contatti e dati nel modo corretto. Il check-up ti aiuta a vedere dove stai lasciando opportunità sul tavolo.